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Federico Alfredo Moretti

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Uno sviluppatore GNU che non odia Novell — e che non disdegna neppure Microsoft!
July 03

La ricostruzione dell'imene è impossibile...

Oggi ce l'ho con quante cercano di "rifarsi una verginità" dopo anni di prostituzione legalizzata o, per meglio dire dopo essere passate da fellatio in luoghi pubblici, più partner contemporaneamente (anche in uno stesso luogo fisico, ma non necessariamente) e quant'altro: un'adolescenza passata tra esperienze bisessuali e ripetuti amplessi con individui sconosciuti non si può cancellare come se nulla fosse. Né è minimamente concepibile che si usi qualcuno come sorta di catarsi. Eppure, benché mi consideri tra le persone meno adatte allo scopo – evidentemente c'è di molto peggio, in giro – sembra che negli ultimi anni la percentuale di chi abbia provato a sfruttarmi per quel motivo sia piuttosto elevata. Che cambiamento, rispetto a quando mi considevarano l'incarnazione del demonio al liceo! Perché se posso permettermi di dare un consiglio a qualcuno è quello di rivendicare con orgoglio ogni proprio errore: di tutte le cicatrici fisiche che porto con me, non ce n'è una cui rinuncerei — per quanto stupido fosse il modo in cui me la sono procurata. Sono contento di come "scricchiola" la mia mandibola e del perché lo faccia, delle denunce a piede libero e dell'indulto che ha bloccato il procedimento, della testa rasata e delle foto in questura. E, se qualcuno me lo chiede, non fingo di non aver mai fumato erba (cosa che probabilmente continuerei a fare, se le medicine che assumo non me l'impedissero) e di non aver fottuto per mero piacere. Non mi nascondo dietro un bicchiere d'acqua per fingere di non avere una passione per i superalcolici. Non biasimo chi torna sfatto al mattino dalla discoteca, né chi bestemmia o si esprime in modo volgare. Perché l'ho fatto anch'io e in taluni casi continuerò a farlo. Fino alla fine. Non c'è cosa peggiore che rinnegare se stessi dietro un fottuto tailleur e una laurea appesa al muro.
June 29

«Do not fuck with us»

È andata. E mi sono persino divertito. Ora c'è soltanto posto per la boria, salita ai massimi livelli già dal venerdì... coi suoi incontri spiacevoli. Due in particolare: situazioni che non ho cercato, persone per cui non ho combattuto. Giunte soltanto per scombussolare il mio equilibrio già provato. Non sono ancora anestetizzato alla sconfitta, neppure quando la partita è un'amichevole che non ho chiesto di giocare. E che metafore di merda (nonché banali e già sentite) mi vengono! Svuoto il frigorifero per riempire il vuoto, fumo per disincentivare le abbuffate, dormo per non pensare e mi ritrovo ad avere incubi allucinanti che rievocano dall'inconscio gli spettri da cui cerco di fuggire. Almeno, una volta c'era il sangue a dare un senso a tutto ciò: ora, al più tocca fare da sé per qualche minuto di svago e uno stato refrattario che intellettualmente dura da anni. Cristo, devo trovare uno stronzo su cui sfogarmi... mi accontento di uno qualsiasi, purché abbia un minimo di resistenza: ho già provato a distruggere i mobili e infrangere le nocche contro le pareti, ma non dà soddisfazione. Non esce neppure del fottuto sangue. L'unico modo per salvarsi è l'autodistruzione e 'fanculo ai buoni propositi.
June 26

Supersize Me

Almeno una volta potevo dire: «beh, ma sono magro». Ora non mi è rimasta neppure quella virtù. Non tocco superalcolici da una settimana, benché mi sarei ubriacato quotidianamente... procrastino il procrastinabile e anche ciò che non lo è. Se ne avessi ancora uno, l'umore sarebbe a terra: ho bisogno di uscire, pur sapendo che al rientro starei peggio. E la cosa "divertente" è che quasi non me ne fotte un cazzo. Crisi.
June 24

We Were Soldiers

A quasi un anno di distanza da quello che potrei definire come l'ennesimo spartiacque della mia fottuta vita, è evidente che soffra della sindrome del Vietnam. Ho superato momenti peggiori, fronteggiato pericoli più grandi, superato ostacoli più alti... eppure, l'effetto emotivo causato da quella situazione appare insormontabile: del resto, si è ripercosso sulla mia vita fino a oggi. E chissà che resti come uno di quei "traumi" infantili che, in fondo, non si dimenticano mai. Se non lo facessi già, potrei quasi pensare di prestarmi come cavia della psicanalisi. Non è soltanto questo. Ho perso la voglia di uscire, la curiosità di conoscere, il desiderio di lottare. Per cosa, poi? Per uno stipendio fisso, un fondo pensione, una bara di legno che non sfrutterei mai (volendo farmi cremare) tutt'al più. Il mio mondo è morto prima ancora che potessi nascere e non sono capace di adattarmi alle logiche di mercato che vigono in questo. Importa poco il perché.
June 21

Bentornati — al Franco Ossola

Grazie, ci bastano (e avanzano) Livorno e Siena in Serie A per avere la nausea: non possiamo che ringraziare i camerati patavini per averci evitato pure l'infarto. E così il prossimo anno torneremo ad avere la città blindata per almeno 2 weekend... in attesa di Comaschi e Bustocchi (nonché Legnanesi): con tutto l'affetto per gli amici degli United 88 – benché avversari, una delle poche tifoserie rimaste come un tempo – non ce ne sarà per nessuno. Anche se "noi" non siamo più quelli di una volta, perché in Curva Nord è rimasta giusto la merda (e i migliori ci hanno persino lasciati), né intendo mettere nuovamente piede allo stadio – a 8 anni dall'ultima volta – è evidente che segua il progetto del Varese 1910, prima penalizzato e ora tornato alla Prima Divisione della Lega Pro — ex-C1, per intenderci. Che ridere gli pseudo-Varesini... mah!

 

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